La routine quotidiana, tenuta debitamente sotto controllo, il più delle volte risulta essere uno schermo che impedisce di vedere la realtà e, con essa, il passaggio di Dio nella nostra vita.

Il Signore passa, viene “come un ladro di notte” (cfr. Mt 24, 37-44), nel momento del silenzio e dell’abbandono delle difese razionali. Si rompe uno schema, qualcosa va storto. E tu rimani di stucco, non te ne capaciti: “Non doveva succedere,  non ora, non sono pronto!”.

Certo, si vorrebbe che il Signore rispettasse i nostri schemi che usiamo per avere il controllo possessivo sulle cose, sulle persone, sugli eventi.

Invece Lui irrompe…rompe le strutture rigide e umane. Ridesta il nostro spirito e apre gli occhi su nuovi aspetti mai considerati prima. Ed ecco la crisi: o ti converti a Lui e non gli resisti più, o combatti e sputi sangue per ritornare all’equilibrio rassicurante di prima.

Il senso della veglia consiste, dunque, nel desiderio costante, coltivato e fedele di avere occhi per accorgersi del passaggio di Dio e del messaggio che vuole dare passo passo, giorno dopo giorno. Il tempo di Avvento ha proprio questo scopo: risvegliare i cuori ed educarli alla presenza di Dio, alla sua incarnazione costante nelle nostre vite.

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